martedì 10 gennaio 2017

Captain Fantastic

È un film potente, intenso che tratta di socializzazione e diversità fuori dai comuni canoni e con intelligenza critica.
Ben e la moglie allevano i loro sei figli negli States ma lontano dalla civiltà moderna.
I ragazzi si allenano nella caccia, nella sopravvivenza, studiano lingue, le grandi opere dell'umanità tutta. Sotto l'attento occhio del padre, affrontano discussioni importanti in modo estremamente democratico. Ben per primo, pur essendo la guida, si mette in discussione con placida onestà.
La morte della madre sarà l'evento grazie al quale tutti affronteranno un viaggio nella civiltà moderna mettendo in discussione i propri principi e l'educazione stessa dei ragazzi che, di fatto, poco o nulla sanno del mondo. 
Sono cresciuti lontano dalla violenza di video games, della tv e della mentalità consumistica ma posseggono una cultura erudita e profonda che è sinonimo di libertà nel senso più alto, quella cultura che solo un filosofo come Platone, forse, ha saputo porre come emblema massimo di civiltà e dell'uomo.
Matt Ross da un lato pone criticamente i problemi del nostro mondo, sia sul piano degli ideali che dell'educazione e dall'altro anche un bisogno di conoscere, comunque, questo mondo imperfetto, ignorante e superficiale.
Nell'altalena che ci porta dal giusto allo sbagliato tuttavia esiste una via di mezzo che può essere l'accettazione di un mondo senza il rinnego dell'altro.
Penetrante, commovente e intenso, questo film è davvero da guardare a cuore aperto.
Gli attori tutti, capitanati da un Viggo Mortensen ancora una volta strepitoso ma qui più che mai eccelso, sono meravigliosi e vi conquisteranno.
Da godersi anche la colonna sonora con una insolita quanto deliziosa versione di Sweet Child of Mine.


martedì 6 dicembre 2016

Concorso letterario

Se sei arrivato fino a qui, nel mio piccolo blog, ti piacerà leggere una breve storia che ho scritto per il concorso letterario Saiscrivere.
Qui sotto trovi il link. Se ti piace lasciami un commento.
Ciao!

http://saiscrivere.it/autori/Domenico%20Roviello

lunedì 5 settembre 2016



400 gr di pane raffermo
3/4 di litro di latte
200 gr di speck
200 r di fontina
1 cipolla
1 uovo
parmigiano q.b.
olio
pepe

I canederli o Knedl, sono delle polpette di pane farcito tipici del trentino da cuocere in un brodo leggero, vegetale o di dado. Sono estremamente gustosi.
La difficoltà di questa ricetta sta nell'ottenere la giusta consistenza del pane.
In questo caso, io non l'ho ottenuta e ho quindi optato per uno sformato che, comunque, mi è piaciuto.
Devo la conoscenza di questa ricetta alla cara Ida, signora di Sappada, che me l'ha insegnata diverso tempo fa e approfitto di questo post per ringraziarla.

iniziamo con il prendere il pane raffermo. Tagliamolo a quadretti piuttosto piccoli e bagnamolo nel latte.
Mentre il pane riposa tagliamo lo speck e rosoliamolo assieme alla cipolla debitamente sminuzzata.
Infine tagliamo a quadretti anche la fontina.
Quando lo speck sarà ben rosolato lo uniamo al pane assieme alla fontina e all'uovo che avrò appena sbattuto. 
Incorporiamo un cucchiaio di farina, cospargiamo con abbondante pepe e misceliamo il tutto.
Se la consistenza dovesse essere troppo molle uniamo del pan grattato.

A questo punto, secondo la ricetta originale, devo creare tutte le palline da cuocere nel brodo.

La mia pasta era tropo molle quindi ho unto una teglia, l'ho riempita con l'impasto e in cima o spolverato con parmigiano grattugiato.
Ho infornato a 180 per 20/30 minuti.
Lasciate riposare un poco prima di consumare lo sformato.
Accompagnate con un buon rosso e buon appetito. 

Musica per cucinare:

venerdì 19 agosto 2016

Pasta con crema di ricotta e limone

200gr di spaghetti
100 gr di ricotta
la buccia di un limone
3/4 foglie di basilico
olio
sale
pepe
parmigiano grattugiato

Piatto semplice e sfizioso per chi ha poco tempo ma non rinuncia al gusto.
Mettete a bollire l'acqua della pasta.
prendete la ricotta e grattugiate la buccia di limone.
aggiungete un filo d'olio ed il basilico tritato a punta di coltello, quindi il sale e il pepe.
Potete aggiungere ora il grana oppure sul piatto.


Intanto avrete messo la pasta a lessare, con giusta dose di sale.
Al composto aggiungete un poco di acqua di cottura e amalgamate bene il tutto, fino a quando otterrete una crema corposa.
Scolate la pasta e condite con la crema.
buon appetito!


domenica 14 agosto 2016

Un film di Mario Monicelli. Con Paolo Panelli, Alessandro Haber, Marina Confalone, Pia Velsi, Monica Scattini. continua» Commedia, durata 95 min. - Italia 1992

Uno spaccato dell'Italia a cavallo degli anni Ottanta e Novanta. La cultura popolare e familiare s'intrecciano e si fondono in un realismo che poco lascia alla fantasia. Partendo dalla narrazione del piccolo di casa e prendendo spunto dalla stesura di un tema di scuola, Monicelli ci introduce i personaggi, che incarnano gli stereotipi più comuni delle famiglie italiane. Basta poco al grande Mario, nella sua sapienza, per incorniciare il carattere di ognuno. 
Lamentele, pettegolezzi, malignità e dicerie. Poi ancora golfini, partite a carte, il capitone, nel ritrovo per le feste di Natale. Nulla manca, dagli atteggiamenti, alle battute politiche che mai si levano a niente più di chiacchiere da bar. Poi ancora i bigodini, la nonna che dice  a Gesù "Fai soffrire me ma non far soffrire loro", riferendosi ai figli e l'immancabile tombola. Tutti ingredienti questi che  non hanno fatto l'Italia ma, sono l'Italia di quei tempi e, forse, sono ancora l'Italia di oggi, che sopravvive nella sia cultura medio bassa.
Monicelli con occhio spietatamente acuto ci rivela a noi stessi, coglie in maniera geniale l'essenza delle persone e della loro natura. Ce le pone per quello che sono, per quel che appaiono, senza rivendicazioni. Ripercorre l'affettività più tipica districandosi nell'intricato intreccio di rapporti fra mariti e mogli, genitori e figli, nonni e nipoti, fra cugini, cognati e nuore...e ci consegna i moti interiori individuali con ironia e comicità senza abbandonare quel senso di amarezza di sottofondo, che sempre lo ha caratterizzato e che ci caratterizza. Un'amarezza sottile che ci fa riflettere. 
La storia poi sfocia negli scontri di chi non vuole prendersi carico di una pesante responsabilità. Con questo pretesto tutto il mondo sommerso di astio, invidie, tradimenti e verità, viene a galla nella sua cruda realtà, riconducendoci all'uomo nella sua interezza, che comprende individualità ed egoismo.
L'atmosfera leggera che ci ha fatto sorridere si dirada e s'inspessisce sempre più, fino all'epilogo preannunciato da muti sguardi di silenziosa intesa.
Monicelli è un genio che sa caratterizzare i personaggi presentandoceli con poche battute. È un genio che sa cogliere l'essenza stessa delle cose con semplicità e profondità. 

Con questa piccola commedia, con un cast d'eccezione, anche se non vanta il successo di altre, ben famose, Monicelli rimane fedele a se stesso, al suo stile, con acume. Rimane fedele a noi e a ciò che siamo. 
Il rimpianto è che non ci siano più film così.




Mario Monicelli

domenica 19 giugno 2016

Il venditore di medicine

Un film di Antonio Morabito. Con Claudio Santamaria, Isabella Ferrari, Evita Ciri, Marco Travaglio, Roberto De Francesco. continua» Drammatico, durata 103 min

Un film nero, cupo che, scavando nella corruzione del sistema sanitario italiano, scava nella corruzione morale personale, attraverso la storia personale del nostro protagonista, un informatore scientifico del farmaco.
Un viaggio dentro i retroscena dei sistemi di vendita case farmaceutiche e del potere che i medici esercitano accettando regali, viaggi ai congressi, cene, puttane e in cambio prescrivono questo o quel farmaco.
Si parte dai pesci piccoli, i medici di famiglia, fino a giungere ai primari e alle commissioni ospedaliere che presiedono, agli interessi professionali in conflitto con la loro professione ospedaliera.

E’ un film scomodo ma politicamente corretto che si colloca in alto nella classifica dei film denuncia del sistema italiano. Il linguaggio utilizzato non è eccepibile ma è un film chiaro e tristemente sconcertante. Ricordo alcuni film che hanno fatto la storia, ponendosi come chiodi nel viscido muro della bassezza nostrana; tra questi Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, Il Camorrista di Giuseppe Tornatore,  Le Mani sulla Città di Francesco Rosi (1963), film magnifici e purtroppo crudemente spietati e reali, come crudo, spietato e reale è questo film. Da vedere.